A MENO DI DUE MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE: L’ITALICUM.


È trascorso poco più di un anno, ormai. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della nuova legge elettorale – il soprannominato Italicum – risale, infatti, al Maggio del 2015. Per la precisione era il giorno 08/05/2015. Il nuovo sistema elettorale entrerà ufficialmente in vigore a partire dal primo Luglio di quest’anno e, al momento, la sua applicazione troverà riscontro e legittimazione normativa solo e soltanto per quanto concerne l’elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati; questo perché l’altro ramo del Parlamento, ovvero il Senato della Repubblica, sarà oggetto, il prossimo Inverno, di un referendum di revisione costituzionale. La nuova legge elettorale stabilisce che vengano attribuiti 340 seggi alla lista politica che, sull’intero conteggio nazionale, riesca ad ottenere il 40% dei voti validamente espressi o, in mancanza del raggiungimento di tale soglia al primo turno, che tali seggi siano attribuiti alla lista che prevarrà nel ballottaggio con il maggior numero di voti. Ma vediamo se, dopo un intero anno, il nuovo meccanismo elettorale sia stato ben assimilato dal cittadino; ecco un riassunto dei principali punti strutturanti l’Italicum:

  • la scheda elettorale avrà una fisionomia diversa rispetto al passato. Al centro sarà presente il simbolo del partito da contrassegnare, a sinistra il nome ed il cognome del capolista mentre a destra verrà lasciato un piccolo spazio per esprimere le proprie preferenze. L’elettore potrà esprimere fino ad un massimo di due preferenze per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista; il che significa non solo che il capolista non potrà di per sé essere oggetto di una nostra personale predilezione, ma che ci dovrà essere anche una equiparazione sessuale sulle preferenze eventualmente indicate;
  • il premio di maggioranza consiste nell’attribuire 340 seggi a favore della lista che su scala nazionale otterrà il 40% dei voti validamente espressi;
  • nel caso di ballottaggio, i 340 seggi saranno elargiti a favore della lista che otterrà il maggior numero di voti. Sono escluse forme di collegamento tra le liste o di apparentamento tra le medesime  nei due turni di votazione – ovvero non sarà contemplata la presentazione di una lista comune tra più partiti; prassi che poteva essere usata, nella logica partitica, onde evitare una dispersione dei voti -;
  • è cambiata anche la soglia di sbarramento: per accedere alla ripartizione dei seggi, le liste dovranno aver ottenuto almeno il 3% dei voti validamente espressi;
  • le liste verranno presentate in 20 circoscrizioni territoriali. Fatta eccezione per la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige – dove saranno reintrodotti i collegi uninominali -, queste circoscrizioni verranno ripartite in 100 collegi plurinominali;
  • saranno eletti prima i capolista – che, dunque, saranno letteralmente “bloccati” – e, successivamente, coloro che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze elargite dai cittadini;
  • i collegi elettorali saranno definiti con decreto legislativo entro cinque mesi dall’indizione dell’elezioni;
  • per tutti coloro che potrebbero trovarsi all’estero, sarà sufficiente votare per corrispondenza, presso le circoscrizioni estere, per veder convalidato il proprio voto;
  • i 12 deputati eletti nelle circoscrizioni estere saranno soggetti alla normativa vigente. L’Italicum non ha apportato alcun cambiamento a tal riguardo – il cambiamento investe, quindi, solo l’elezione  per i 618 deputati nazionali -;
  • interessante poi è la cosiddetta “norma anti-flipper“: la ripartizione dei seggi “eccedentari” sarà rivolta a favore delle liste più piccole. Praticamente la lista che raccoglierà più voti (definiti “eccedentari”, per l’appunto) cederà il seggio a quella più piccola – dove quest’ultima ha raccolto più consensi -.

Vi lascio, in ogni caso, il link ufficiale del sito della Camera dei Deputati concernente proprio il testo di legge in esame. Ricordati di votare l’articolo, se vuoi, utilizzando il tasto rate this all’inizio del post.

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