PENETRARE IL PRESENTE PER SFIDARE LA MORTE.


Sono solo un maestro, non il vostro sé. Perdonerò i vostri errori e voi i miei. La morte no, poiché non c’è niente di più implacabile della morte. Poche parole si addicono a colui che sta lottando con la morte, perché l’affrontarla ci rivela quanto poco sappiamo sul destino della nostra impoverita facoltà sovrana. Compiacersi nell’autocommiserazione può essere la reazione più forte, eppure, a dispetto della gigantesca spinta a provare quest’emozione, l’alternativa ancora a nostra disposizione è quella di continuare a penetrare il presente finché la vita non abbia fatto il suo corso. Il presente è l’unico nostro vero bene, realtà che diventa ovvia allorché la morte ci sfida.

R. E. Burton, Il ricordo di sé – Le tecniche della Quarta Via (1991).

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