LA “TRIPLICE DISCIPLINA BUDDISTA”: PARTE SECONDA.

Articolo correlato: LA “TRIPLICE DISCIPLINA BUDDISTA”: PARTE PRIMA. Colto l'indistricabile legame tra prajina e dhyana, come risvegliare la propria "auto-natura", ovvero come riscoprire il nostro vero "io"? Come passare dal relativo che viviamo all'Assoluto? Come arrivare al satori partendo dal mayoi ("smarrimento")? Il grande ostacolo è costituito dalla nostra mente o, per essere più precisi, dal fatto che essa - … Leggi tutto LA “TRIPLICE DISCIPLINA BUDDISTA”: PARTE SECONDA.

ENSÕ, OVVERO IL “CERCHIO DELL’INFINITO”.

La parola ensō, nella lingua giapponese, significa "cerchio". È molto comune nella calligrafia nipponica. Simboleggia l'Illuminazione e l'Universo. Si tratta di un segno che lascia all'artista ampi margini di "discrezionalità creativa": alcuni, infatti, lo realizzano con un'apertura - quasi a voler testimoniare la ineluttabilità di un eterno legame con le cose terrene -, mentre altri, … Leggi tutto ENSÕ, OVVERO IL “CERCHIO DELL’INFINITO”.

“MONDANITÀ” E “PERCORSO”.

Sentimenti mondani: Attrazione e avversione sono due sentimenti che trattengono le persone nella schiavitù del comportamento ripetitivo ignorante. Coloro che ricercano solo ciò che li soddisfa e cercano di evitare ciò che li infastidisce agiscono in questo modo perché non comprendono la natura del mondo. Per coloro che conoscono la natura del mondo, la mancanza … Leggi tutto “MONDANITÀ” E “PERCORSO”.

LA “TRIPLICE DISCIPLINA BUDDISTA”: PARTE PRIMA.

La "Triplice Disciplina Buddista" è composta da sila - "moralità" -, dhyana - "meditazione" - e prajina - "saggezza" -. Sila è un vero e proprio codice etico, in quanto costituito da tutti gli insegnamenti lasciati dal Buddha ai propri discepoli, affinché in quest'ultimi possa schiudersi il satori. Non assume, dunque, la fisionomia del precetto, del tabù, della restrizione e via … Leggi tutto LA “TRIPLICE DISCIPLINA BUDDISTA”: PARTE PRIMA.

“APPRENDIMENTO” E “CRESCITA”.

Intento ed espressione: Secondo un antico detto, coloro che non hanno ancora raggiunto l'illuminazione devono studiare l'intento piuttosto che l'espressione, mentre coloro che hanno raggiunto l'illuminazione devono studiare l'espressione piuttosto che l'intento. L'intento è il significato interiore dello Zen, che è il fondamentale intrinseco in ognuno. L'espressione è la svariata metodologia delle scuole Zen. L'intento … Leggi tutto “APPRENDIMENTO” E “CRESCITA”.

“CONOSCENZA” E “KOAN”.

Tipi di conoscenza: Vi sono vari generi di conoscenza secondo le definizioni del Buddismo. Vi sono la conoscenza autentica e la conoscenza falsa, la conoscenza temporanea e la vera conoscenza. La gente considera spesso la conoscenza religiosa una comprensione di dottrine; la conoscenza e l'ignoranza convenzionali, però, non sono conoscenza e ignoranza nel senso vero. … Leggi tutto “CONOSCENZA” E “KOAN”.

“MORTE” ED “ERUDIZIONE”.

Attraversare l'esperienza della morte: Un principio analogo a quello di reprimere i demoni può essere applicato al problema di attraversare le esperienze del morire. Un antico testo zen raccomanda che quando si sta morendo si contemplino i propri elementi mentali e fisici come privi di realtà ultima, di essenza indipendente e di identità propria. Inoltre … Leggi tutto “MORTE” ED “ERUDIZIONE”.

LA SAGGEZZA COME RIMEDIO AI MALI DELLA VITA.

Il maestro Kokushi sottolinea la necessità di una profonda corrispondenza tra "virtù" e "saggezza" al fine di condurre una esistenza dedita allo Zen e al satori. La virtù non esercitata saggiamente ma, anzi, viziata dall'ignoranza, rappresenta una triplice avversità per la vita dell'uomo. Innanzitutto, comportarsi rettamente al fine di sperare e/o addirittura esigere un "qualcosa in cambio" che … Leggi tutto LA SAGGEZZA COME RIMEDIO AI MALI DELLA VITA.

“NEGLIGENZA SPIRITUALE” E “PRATICA RELIGIOSA”.

Negligenza spirituale: Si può entrare nella sfera di influenza dei demoni in conseguenza di esperienze ed esercizi spirituali. Il fenomeno può essere paragonato al caso di un guerriero che venga ricompensato per le gesta in battaglia, poi sviluppi un senso esagerato di presunzione in conseguenza di tale ricompensa, e alla fine venga punito per condotta … Leggi tutto “NEGLIGENZA SPIRITUALE” E “PRATICA RELIGIOSA”.