DAL SOCIALE ALL’ECONOMICO.

Se siamo diventati così sensibili all’amicizia e allo status sociale è perché la qualità delle relazioni sociali ha sempre esercitato un’influenza cruciale sul benessere, determinando se altri individui debbano essere temuti in quanto rivali o ricercati in quanto fonti di sicurezza, cooperazione e supporto. Queste dimensioni della vita sociale sono talmente importanti che la mancanza di amicizie e un basso status sociale sono due delle principali fonti di stress cronico che condizionano la salute della popolazione nei paesi ricchi nel mondo contemporaneo.

Hobbes aveva ragione nell’evidenziare i pericoli della competizione tra membri della stessa specie; tuttavia, la sua visione di come funzionassero le società prima dell’affermazione di governi dotati del potere di mantenere la pace era poco accurata. Adesso che conosciamo molto più a fondo le società di cacciatori e raccoglitori, sappiamo che i nostri antenati non vivevano in uno stato di perenne conflitto; al contrario, come ha illustrato Sahlins, c’erano altri modi di mantenere la pace. Per scongiurare la “guerra di ogni uomo contro ogni altro uomo”, la vita economica e sociale era basata sullo scambio di doni, sulla condivisione del cibo e su condizioni sociali fondamentalmente egualitarie. Tutto ciò serviva a minimizzare l’animosità e a mantenere buone relazioni. Le forme di scambio che comportavano l’espressione diretta di un interesse personale, come la compravendita o il baratto, erano di solito considerate socialmente inaccettabili e vietate.

Questi modelli dimostrano una verità fondamentale: i sistemi di relazioni economiche o materiali sono innanzitutto sistemi di relazioni sociali.

Richard Wilkinson & Kate Pickett, The Spirit Level: Why Equality is Better for Everyone (2009).

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CRESCITA ED ARRESTO.

Così che si guardi alla salute, alla felicità o ad altre misure del benessere, si scorge un quadro coerente. Nei paesi poveri, lo sviluppo economico continua ad essere molto importante per la prosperità individuale: l’aumento del tenore di vita materiale si traduce in un sensibile miglioramento tanto delle misure oggettive del benessere, come la speranza di vita, quanto di quelle soggettive, come la felicità. Ma appena una nazione viene ammessa nei ranghi dei paesi economicamente sviluppati, ulteriori aumenti di reddito si fanno via via più ininfluenti.

Questo andamento è prevedibile: man mano che si ottiene una quantità sempre maggiore di qualcosa, ciascuna unità addizionale – che si tratti di pagnotte o di automobili – contribuisce sempre meno al benessere individuale. Quando si ha fame, una pagnotta non ha prezzo; ma non appena l’appetito viene placato, molte altre pagnotte non sono di alcun aiuto e possono addirittura essere d’intralcio, perché diventano stantie.

Presto o tardi, nella lunga storia della crescita economica, i paesi raggiungono inevitabilmente un livello di opulenza tale da innescare “rendimenti decrescenti”; superata questa soglia, le nuove unità di reddito acquistano quantità addizionali sempre minori di salute, felicità o benessere. Molti paesi sviluppati hanno visto aumentare il proprio reddito medio quasi ininterrottamente per più di centocinquant’anni, e la ricchezza che si va accumulando non ha più gli effetti benefici di un tempo.

Richard Wilkinson & Kate Pickett, The Spirit Level: Why Equality is Better for Everyone (2009).

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L’IMPORTANZA DEL DOVER APPARIRE.

Ne deriva che quando le persone non hanno denaro a sufficienza per soddisfare i bisogni primari come l’alimentazione, spesso è perché desiderano ardentemente conformarsi al tenore di vita prevalente nella società. Per esempio, per qualcuno potrebbe essere più importante mantenere le apparenze spendendo un mucchio di soldi per comprarsi i vestiti, risparmiando piuttosto sul cibo. Ci è stato raccontato di un ragazzo, che pur essendo disoccupato, ha speso tutto il suo reddito mensile per acquistare un nuovo telefono cellulare, perché era convinto che le ragazze snobbassero chi non avesse i gadget giusti. Come ha sottolineato Adam Smith, è importante riuscire a presentarsi in maniera rispettabile nella società, evitando la vergogna e l’infamia di una povertà evidente. Tuttavia, come il gradiente della salute attraversa l’intera società dall’alto al basso, così le pressioni della disuguaglianza e del voler restare al passo con gli altri non si ripercuotono unicamente su una piccola minoranza di persone povere.

Richard Wilkinson & Kate Pickett, The Spirit Level: Why Equality is Better for Everyone (2009).

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LA FALSA RICCHEZZA.

Nelle società moderne si osserva uno straordinario paradosso: pur avendo raggiunto l’apice del progresso tecnico e materiale dell’umanità, siamo affetti da ansia, portati alla depressione, preoccupati di come ci vedono gli altri, insicuri delle nostre amicizie, spinti a consumare in continuazione e privi di una vita di comunità degna di questo nome. In assenza del contatto sociale rilassato e della gratificazione emotiva di cui abbiamo bisogno, cerchiamo conforto negli eccessi alimentari, nello shopping e negli acquisti ossessivi, oppure ci lasciamo andare all’abuso di alcol, psicofarmaci e sostanze stupefacenti. Com’è possibile che abbiamo creato tanta sofferenza mentale ed emotiva, nonostante livelli di ricchezza e di agio che non hanno precedenti nella storia umana? Spesso ciò di cui sentiamo la mancanza è solo un po’ di tempo per stare in compagnia degli amici, eppure anche questo semplice piacere appare talora irraggiungibile. Parliamo come se le nostre vite fossero una continua battaglia per la sopravvivenza psicologica, una lotta contro lo stress e l’esaurimento nervoso; ma, in verità, godiamo di un tenore di vita talmente lussuoso e dispendioso da minacciare gli equilibri dell’intero pianeta.

Richard Wilkinson & Kate Pickett, The Spirit Level: Why Equality is Better for Everyone (2009).

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