LE CATENE DI MORGOTH.


Ebbene, Aulë raccolse sei metalli: rame, argento, stagno, piombo, ferro e oro, ne prese un po’ di ciascuno e con la sua magia ne formò un settimo che chiamò perciò tilkal, e che possedeva le proprietà di tutti e sei i metalli e molte sue particolari. Era di color verde chiaro oppure rosso a seconda della luce, non poteva essere spezzato e solo Aulë sapeva lavorarlo. Egli forgiò dunque una possente catena con tutti e sette i metalli, saldandoli per mezzo di incantesimi in una sostanza estremamente dura, luminosa e liscia; di tilkal ne aveva però solo quanto bastava ad asggiungerne un poco ad ogni maglia. Nondimeno, con il solo tilkal fabbricò un paio di manette e quattro ceppi. La catena fu chiamata Angaino, colei che opprime, mentre le manette ebbero il nome Vorotemnar, ossia che legano per sempre, e i ceppi Ilterendi, perché non potevano essere limati o spaccati.

Kip Rasmussan, “Tulkas che incatena Morgoth mentre Eönwë tiene la corona di ferro”.

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