BONAZZI – ATENE, LA CITTÀ INQUIETA.

Ma perché il giusto dovrebbe comportarsi giustamente, se tanto il suo destino è già segnato dalle azioni ingiuste compiute dagli altri? La domanda non manca di una sua pertinenza e diventa ancora più pressante nel secondo caso, quello dell’ingiusto nella città giusta. Perché l’ingiusto dovrebbe comportarsi giustamente quando benessere e prosperità sono garantiti dagli altri?

L’opera del professor Bonazzi è una meravigliosa immersione nell’antica Grecia. Sia da un punto di vista meramente letterario che filosofico, vengono continuamente affrontate, in linea con la narrazione che assume le vesti di un attento excursus storico, alcune fra le più grandi ed intramontabili tematiche del Mondo classico. Concetti quali quelli di “giustizia”, di “forza”, di “bene” et similia, divengono oggetto di accurate riflessioni. Riflessioni di natura anche prettamente storiografica, visto che i medesimi concetti sono esposti e spiegati facendo leva su alcune grandi opere scritte da veri e propri monoliti del passato – quali, ad esempio, Omero, EsiodoProtagoraPericleAlcibiadePlatone e molti altri ancora -.

La struttura dell’opera fa sì che si renda possibile al lettore comprendere come, con il passare dei secoli, all’interno della Grecia antica, alcune grandi tematiche siano divenute oggetto di sempre più nuove ed alternative riletture ed interpretazioni. La figura dell’eroe omerico – esattamente come la giustificazione filosofica stessa di alcuni dei principi più cari ai filosofi: si pensi alla “Giustizia” o al “Bene”, ad esempio -, muta radicalmente nel corso del tempo, obbligando lo studioso e l’interprete di turno a “riadattare”, a seconda del nuovo contesto culturale formatosi, l’essenza dell’intero disquisire e filosofare.

Ma fu poi veramente democratica Atene? La domanda viene sollevata periodicamente e la risposta rimane negativa, per chi considera che tre quarti circa dei suoi abitanti – donne, schiavi e stranieri lì residenti – non avevano alcun accesso alle istituzioni della città. I cittadini politicamente attivi erano soltanto i maschi adulti, purché figli di padre e madre ateniesi, e liberi di nascita. Una quota davvero limitata del corpo civico, le cui prerogative si definivano in funzione dell’impegno militare: cittadini a tutti gli effetti erano coloro che partecipavano alla difesa della città, per terra e soprattutto per mare. Una situazione difficilmente compatibile con un’idea moderna di democrazia.

L’opera possiede una valenza filosofica particolarmente profonda. La narrazione fa sì che il testo medesimo possa essere ascritto appieno allo studio della Letteratura e della Filosofia antica. Chiunque sia particolarmente affascinato dalla Grecia antica e classica, tanto per quanto ne concerne la storia o la dimensione letteraria/filosofica, troverà l’opera di Bonazzi dannatamente esaustiva, oltre che costituita da tanti spunti interessanti e capaci di integrare le più “comuni” riflessioni che è possibile scorgere all’interno dei più diffusi testi scolastici.

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