INTRODUZIONE A HOBEN E JURYO.

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La pratica fondamentale del Buddismo Daishonin – dal monaco Nichiren Daishonin – è Gongyo, ovvero la lettura del Sutra Del Loto e Nam-myoho-renge-kyo dinanzi al Gohonzon. Quest’ultimo è un mandala e rappresenta una copia dell’originale tavola lignea del Dai-Gohonzon. Nam-myoho-renge-kyo, in quanto Legge Fondamentale, è la pratica primaria e permette di fondere noi stessi con il Gohonzon; le parti costituenti il Sutra Del Loto, invece, costituiscono la pratica secondaria (o di supporto) che è finalizzata alla comprensione della pratica primaria di cui sopra.

Il secondo capitolo – Hoben – ed il sedicesimo – Juryo – sono tra i più importanti dell’intero sutra. Nel capitolo Hoben, Shākyamuni spiega come tutte le persone siano ugualmente in grado di ottenere la Buddità. All’interno delle pagine del capitolo Juryo, invece, Shākyamuni rivela l’eterna natura del Buddha ed ammette di esserlo già stato in un tempo remoto chiamato gohyaku-jintengo. Se tutti gli esseri umani possono aspirare alla Buddità e se la natura del Buddha è eterna, tale eternità è da ascrivere a qualsivoglia persona vivente.

Se la Buddità è potenzialmente racchiusa in ciascuno di noi, i Nove Mondi che ci separano dal Decimo Mondo – Bodhisattva – sono la via che è necessario percorrere per raggiungere la condizione di Buddha. Manifestare la natura di Buddha è l’obiettivo di ciascuno di noi. I Nove Mondi sono il mezzo per conseguirlo. Allegoricamente parlando, questi Nove Mondi possono essere considerati come tutti i problemi e le imperfezioni che ci affliggono. Ma se, nonostante tutto ciò, troviamo la forza di andare dinanzi al Gohonzon, è possibile renderli congeniali alla “rivoluzione” del nostro stesso essere. Se solo immaginiamo che la Buddità possa esistere senza i Nove Mondi, priviamo l’intero Sutra Del Loto di gran parte del suo significato. Non può esistere la Buddità senza i Nove Mondi perché essi sono parte integrante ed essenziale della Vita. Indipendentemente dal fatto di essere in grado o meno di raggiungere lo stato di Buddha, in quanto esseri umani ciascuno di noi prova interessi e desideri, nel corso della sua personale esistenza; i Nove Mondi fanno parte di ogni essere vivente e, quindi, in ciascuno essere vivente è “possibile andare” dall’Inferno al Bodhisattva.

I Nove Mondi sono sempre presenti. Anche nella vita di colui che ha ottenuto l’Illuminazione. Buddha appare nel Mondo come una persona che possiede i Nove Mondi e, in quanto essere vivente, ha dentro di sé (anche) la Buddità la cui natura, una volta raggiunta l’Illuminazione, viene poi rivelata. Questa imprescindibile relazione tra i Nove Mondi, la Buddità e la Vita di ciascun essere si chiama himyô hoben.

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