UTTARA ED IL RE SERPENTE.

Ai tempi del Buddha viveva un re serpente di nome Erakapatta. In una delle sue esistenze passate, Erakapatta era stato un monaco (bhikkhu) ma, a causa di un maltorto compiuto durante quella sua vita, non fu in grado di liberarsi dal circolo delle reincarnazioni, rinascendo così, per l’appunto, sotto le sembianze di un naga. Desideroso di incontrare il BuddhaErakapatta decise di sfruttare la propria figlia per trovare il Maestro. Il re naga, infatti, sparse in giro la voce che chiunque fosse stato in grado di rispondere a quattro precise domande, avrebbe potuto rivendicare la mano della sua bellissima e seducente figlia. Proprio per questo, infatti, Erakapatta la faceva danzare e ballare all’aperto, per poi invitarla a porgere le domande, pensate dal padre, a tutti i pretendenti che le si facevano avanti. Ma nessuno riuscì mai a dare le risposte corrette.

Un giorno, però, il Buddha vide, in una sua visione, un giovane. Il nome di costui era Uttara. Il Maestro intuì come il ragazzo, in relazione alle domande poste dalla figlia del re serpente, avrebbe finito con il raggiungere la sotapatti. Fu per questa ragione che, nel mentre che si stava recando a far visita ad Erakapatta, Uttara venne fermato dal Buddha. Il Maestro lo educò circa il modo corretto di rispondere ai quesiti del naga.

Fu proprio come l’Illuminato aveva scorto nella sua visione: Uttara, infatti, prestando ascolto agli insegnamenti impartiti, raggiunse la sotapatti. A quel punto però, il ragazzo non desiderava più la mano della donna. Decise, comunque, di recarsi al cospetto di Elakapatta per rispondere correttamente alle sue domande. In tal modo, il ragazzo illuminò la mente di tutti i presenti, facendo presente loro come effimeri e futili fossero i desideri egoistici terreni.

Queste le domande di Erakapatta e le risposte di Uttara:

  1. “Chi è un vero sovrano?”. Solo chi controlla i sei sensi può dirsi “sovrano”;
  2. “Colui che è sopraffatto dalla nebbia delle contaminazioni morali può dirsi sovrano?”. No. Soltanto colui che è libero dalla brama può definirsi “sovrano”.
  3. “Quale sovrano è libero dalle contaminazioni morali?”. Soltanto il sovrano libero dalla brama è un sovrano libero dalle contaminazioni morali.
  4. “Chi è una persona sciocca?”. Colui che brama i piaceri terreni e il mero appagamento dei sensi è uno sciocco.

Note:

  • nella pratica buddista il sesto senso è da riferirsi ai cosiddetti “fenomeni mentali”. Essi sono percepibili attraverso l'”occhio della mente”. Non si tratta, quindi, del mero intuito (occidentale) quanto, piuttosto, della capacità di sfruttare la mente per descrivere e comprendere pensieri, immaginazioni e via discorrendo. Anche i fenomeni che appartengono agli altri sensi ma vengono portati alla luce attraverso il sesto senso, vengono ascritti a quest’ultimo: pensiamo, ad esempio, a quando sfruttiamo la mente per descrivere una persona che abbiamo visto ma che ora è assente;
  • sotapatti è il primo stadio del percorso che conduce al Nirvana. Significa “entrare nel flusso/nella corrente”.

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