LA RAPPRESENTAZIONE DELL’IO.

Una scena ben congegnata e rappresentata induce il pubblico ad attribuire un sé ad un personaggio rappresentato, ma ciò che viene attribuito – il sé – è il prodotto di una scena che viene rappresentata e non una sua causa. Il sé, quindi, come personaggio rappresentato non è un qualcosa di organico che abbia una collocazione specifica, il cui principale destino sia quello di nascere, maturare e morire; è piuttosto un effetto drammaturgico che emerge da una scena che viene presentata. Il problema fondamentale, il punto cruciale, è se verrà creduto o meno.

Erving Goffman, The Presentation of Self in everyday life (1959).

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