DAL SOCIALE ALL’ECONOMICO.

Se siamo diventati così sensibili all’amicizia e allo status sociale è perché la qualità delle relazioni sociali ha sempre esercitato un’influenza cruciale sul benessere, determinando se altri individui debbano essere temuti in quanto rivali o ricercati in quanto fonti di sicurezza, cooperazione e supporto. Queste dimensioni della vita sociale sono talmente importanti che la mancanza di amicizie e un basso status sociale sono due delle principali fonti di stress cronico che condizionano la salute della popolazione nei paesi ricchi nel mondo contemporaneo.

Hobbes aveva ragione nell’evidenziare i pericoli della competizione tra membri della stessa specie; tuttavia, la sua visione di come funzionassero le società prima dell’affermazione di governi dotati del potere di mantenere la pace era poco accurata. Adesso che conosciamo molto più a fondo le società di cacciatori e raccoglitori, sappiamo che i nostri antenati non vivevano in uno stato di perenne conflitto; al contrario, come ha illustrato Sahlins, c’erano altri modi di mantenere la pace. Per scongiurare la “guerra di ogni uomo contro ogni altro uomo”, la vita economica e sociale era basata sullo scambio di doni, sulla condivisione del cibo e su condizioni sociali fondamentalmente egualitarie. Tutto ciò serviva a minimizzare l’animosità e a mantenere buone relazioni. Le forme di scambio che comportavano l’espressione diretta di un interesse personale, come la compravendita o il baratto, erano di solito considerate socialmente inaccettabili e vietate.

Questi modelli dimostrano una verità fondamentale: i sistemi di relazioni economiche o materiali sono innanzitutto sistemi di relazioni sociali.

Richard Wilkinson & Kate Pickett, The Spirit Level: Why Equality is Better for Everyone (2009).

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