DA SPRINGSTEEN A GOOGLE: UNA PROTESTA DI MASSA CONTRO IL NORTH CAROLINA.


Si trattava di una bomba che era, inevitabilmente, destinata ad esplodere. Nell’immediato. Senza alcun dubbio. O, ad ogni modo, il panorama socio-politico e le risposte mediatiche e virtuali, derivanti da un siffatto modo di agire “politicamente scorretto”, che si sarebbero originate di conseguenza, sarebbero dovute apparire – anche per un semplice fatto di logica – come scontate e profondamente prevedibili. Fin da subito. Vien da chiedersi cosa mai passasse per la testa del Governatore dello Stato della North Carolina, Pat McCrory – ricandidatosi, nel frattempo, per le future elezioni del prossimo Novembre -, quando lo scorso 23 Marzo ha deciso di avallare l’introduzione di quell’oramai divenuto famoso progetto di legge concernente, fra le molte questioni trattate, anche l’utilizzo dei bagni pubblici. Sto parlando del Public Facilities Privacy and Security Act, ribattezzato dai media statunitensi prima con l’acronimo HB2 e dopo con la dicitura “The Bathroom Law“. Non solo il nuovo codice antidiscriminatorio, inserito nella suddetta legge, non menziona, tutt’oggi, esplicitamente gaytransgender, ad esempio – codice, fra l’altro, nemmeno abrogabile da quelli approvati dalle singole città dello Stato -, ma addirittura obbligare a norma di legge i singoli cittadini ad usare i bagni pubblici sulla base del proprio sesso di appartenenza registrato alla nascita – ignorando, quindi, eventuali mutamenti anche di semplice orientamento sessuale nei confronti dei quali ciascuna persona può, in piena libertà, incorrere durante il corso della propria vita – è una epic fail di straordinaria grandezza. Davvero straordinaria. E queste continue mancanze di sensibilità, questi errori di comunicazione, queste lacune culturali, al giorno d’oggi, divengono il foraggio prediletto per qualsivoglia specie e tipologia di campagna mediatica di rivalsa e protesta in difesa dei grandi temi su cui dibatte oramai, da anni, tutto (o gran parte di esso) l’elettorato segmentato del Web. E non solo.

Altro che «teatrino politico»; altro che giustificarsi sostenendo che «anche alcuni codici antidiscriminatori validi in altri stati non citano esplicitamente gaytransgender». La pecca è piuttosto il non essere ancora riusciti a comprendere che, in un Mondo oramai soggetto ad una totale inferenza ed ingerenza della Rete e dei valori post-materialisti nella vita privata e pubblica di ogni singolo cittadino – mediamente acculturato -, scelte politiche e manovre comunicative di siffatto contenuto finiscono sempre col legittimare e giustificare immediate forme di protesta e di lotta. Ma c’è di più. Anche le “ritorsioni economiche”, che si sviluppano o che si potrebbero sviluppare sulla scia di quanto posto in essere sul piano della res publica, non possono, al giorno d’oggi, esser più sottovalutate dalla classe politica. Classe politica che, nel 2016, è lecito auspicarsi sia in grado, sempre e comunque, di dimostrarsi preparata e pienamente consapevole su ogni questione che possa o meno coinvolgere – direttamente o indirettamente – i diritti dei cittadini. Probabile che, nonostante tutti gli interessi e/o i fraintendimenti e/o gli indottrinamenti che entrano in gioco ogni qualvolta si verificano situazioni simili, si tratti tout court di una semplice, quanto preoccupante e profonda, incapacità cognitiva di discernere la situazione in sé.

Sono numerose le grandi aziende dichiaratesi contrarie e sconcertate da quanto avvenuto, in tema di legislazione, nello Stato del North Carolina. PayPal, azienda leader nel servizio dei pagamenti online, ha declinato la possibilità di allestire nella Carolina del nord un nuovo centro operazioni che avrebbe potuto fornire all’incirca 400 nuovi posti di lavoro. La stessa Google, una delle più grandi realtà mediatiche del Web, ha ufficialmente affermato che non verrà finanziata alcuna società del North Carolina fino a quando la legge non sarà abrogata in toto. Ma critiche e denunzie sono giunte anche da Facebook e da realtà “alternative”, come la stessa NBA. Quest’ultima ha lasciato presupporre anche la possibilità di spostare la partita all-star del 2017 da Charlotte (North Carolina) ad un’altra città di un diverso Stato federale. Anche alcune tra le più gettonate testate giornalistiche internazionali, come The GuardianThe New York Times, hanno trattato analiticamente la questione, sollevando parecchie paure e preoccupazioni, riflettendo, per lo più, sulla possibilità di una forte frenata al versamento dei fondi federali che il governo statunitense potrebbe porre in essere a danno dello Stato della North Carolina.

Tra i numerosi personaggi, le diverse icone, i vari vip scesi in protesta, pubblicamente, contro quanto avallato nello Stato americano, ha fatto grande scalpore la decisione e la ferma presa di posizione di Bruce SpringsteenThe Boss assieme alla E-street Band ha ufficialmente cancellato il concerto che doveva tenersi a Greensboro lo scorso 10 Aprile, garantendo, al contempo, il rimborso de facto di tutti i biglietti già venduti durante i mesi scorsi:

As you, my fans, know I’m scheduled to play in Greensboro, North Carolina this Sunday. As we also know, North Carolina has just passed HB2, which the media are referring to as the “bathroom” law. HB2 — known officially as the Public Facilities Privacy and Security Act — dictates which bathrooms transgender people are permitted to use. Just as important, the law also attacks the rights of LGBT citizens to sue when their human rights are violated in the workplace. No other group of North Carolinians faces such a burden. To my mind, it’s an attempt by people who cannot stand the progress our country has made in recognizing the human rights of all of our citizens to overturn that progress. Right now, there are many groups, businesses, and individuals in North Carolina working to oppose and overcome these negative developments. Taking all of this into account, I feel that this is a time for me and the band to show solidarity for those freedom fighters. As a result, and with deepest apologies to our dedicated fans in Greensboro, we have canceled our show scheduled for Sunday, April 10th. Some things are more important than a rock show and this fight against prejudice and bigotry — which is happening as I write — is one of them. It is the strongest means I have for raising my voice in opposition to those who continue to push us backwards instead of forwards.

Si dovrebbe iniziare a ragionare attorno a dei veri e propri assiomi; su tematiche cioè che necessariamente devono essere recepite come certe, chiare ed incontrovertibili. Il fatto di riconoscere come assolutamente vere, esistenti e, di conseguenza, meritevoli di protezione e riconoscimento giuridico realtà come la LGBT – dove l’acronimo indica l’associazione lesbian-gay-bisex-transgender – sarebbe già un primo doveroso passo. L’affermare poi, con assoluta serenità d’animo e con piena coscienza critica, che la sessualità e gli orientamenti sessuali non debbano mai ed in nessun luogo esser oggetto né di discriminazione né di bigotta ed opportunistica attività legislativa, ne sarebbe la logica evoluzione. Evoluzione culturale, in primis, e socio-politica, in secundis. Vi lascio una breve lista di links nel caso voleste verificare le fonti o approfondire il tema trattato.

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