LA VISITA DELLA FILOSOFIA.


«- Ma tempo è questo di medicina, disse, anziché di querele. – E, fissandomi con quanto avea d’occhi: – Non sei tu, proseguì, colui che, già allevato col mio latte e nutrito coi miei alimenti, eri giunto a possedere fortezza d’animo virile? Ti avea io inoltre provveduto di tali armi che ti avrebbero vittoriosamente difeso, ove tu prima gittate non le avessi. Mi riconosci? A che taci? Non parli per la vergogna o per lo stupore? Vorrei fosse per la vergogna, ma se ben vedo, sei sopraffatto dallo stupore. – Scorgendomi ella non soltanto silenzioso, ma muto e senza lingua affatto, m’accostò lievemente la mano al petto: – Non è in pericolo, disse, soffre di letargo, malattia comune alle menti illuse; uscì alquanto fuori di sé, ma vi rientrerà agilmente quando mi avrà ravvisata e affinché possa riconoscermi, tergiamogli un poco dagli occhi la nube caliginosa delle cose mortali. – Ciò detto, colla veste raccolta in pieghe, m’asciugò le pupille inondate di lacrime.»

S. Boezio, De Consolatione Philosophiae (523 d.C.).

Ricordati di votare l’articolo, se vuoi, utilizzando il tasto rate this all’inizio del post.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...