NUTRIRE IL CORPO E L’ANIMA.


«Se dunque nutrirsi delle cose adatte alla propria natura è piacevole, ciò che si nutre più realmente e delle cose più reali, gode più veramente e più realmente del vero piacere, mentre ciò che partecipa a cose meno reali può nutrirsi meno veramente e sicuramente e partecipare di un piacere meno sicuro e meno vero

«È assolutamente inevitabile che sia così» disse.

«Chi dunque, ignorando l’intelligenza e la virtù. è sempre occupato in banchetti e in simili piaceri, si muove in basso, a quanto pare, e poi ritorna al centro e così vaga per tutta la vita, senza guardare mai né spingersi verso la vera altezza superando questo limite. E questi individui neppure si nutrono della vera realtà né gustano un piacere solido e puro, perché si comportano come gli animali, che guardano sempre verso il basso e curvi a terra e verso la tavola si nutrono di pastura e si accoppiano; e spinti da tale avidità insaziabile, percuotendosi e urtandosi a vicenda con corna e zoccoli di ferro si uccidono, appunto perché non nutrono di ciò che è reale né la vera parte di sé stessi né il loro involucro.»

Platone, Repubblica (390-360 a.C.).

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