IN LINEA DIRETTA CON DIO.


Deus caritas est.

E pensare che “dovremmo amare il nostro prossimo come noi stessi” magari pure evitando di “scagliare la prima pietra” ma, come è ben noto, dopo ben trenta lunghi anni di ignoranza ed oscurantismo, illuminare – ed ossigenare – le proprie sinapsi potrebbe rivelarsi sicuramente un’operazione oramai impossibile da porre in essere. E così dopo gli svarioni – etichettiamoli così, ubbidendo ad un improvvisato politically correct – di AdinolfiGandolfini e compagnia cantante, ecco che ci siamo ritrovati davanti agli occhi le scapestrate dichiarazioni di Padre Giovanni Cavalcoli, il quale, illuminato da ben tre decenni di appassionati ed illuminati studi, durante il proprio sermone a Radio Maria, ha dichiarato che il terremoto, che ha colpito il Centro Italia gli scorsi giorni, sia da considerarsi alla stregua di una punizione di Dio, adirato per il riconoscimento delle unioni civili in Italia.

È indiscutibilmente un uomo illuminato questo domenicano. Cita Sodoma e Gomorra ed invita il Vaticano – che non ha tardato a rimuoverlo dalla sua posizione – a ripassare il catechismo. È egli un uomo vicino a Dio, innegabilmente. Degno proselite delle parole e degli insegnamenti di Gesù Cristo. Non giudica il prossimo. Non si erge a sacro custode della verità santa. Non conosce l’intolleranza e l’omofobia non gli appartiene. L’umiltà è talmente immensa nel suo spirito benedetto che questo buon predicatore si limita solo e soltanto a ricordare di aver studiato ed esser stato dottore di teologia per ben trent’anni. Trent’anni di assoluto contributo allo sviluppo della cultura e dell’onniscenza dell’uomo. Del resto, è risaputo che l’esegesi degli antichi testi sia da sempre una perfida tentazione dell’animo, esattamente come <<i peccati come l’omosessualità meritano il castigo divino>>; questo perché <<i princìpi dell’etica cristiana>> dicono che <<l’omosessualità è contro natura>> e, dunque, preghiamo allora che il buon Dio sia compassionevole e misericordioso con noi tutti e che voglia salvarci dalla minaccia di quella realtà disumana legata al movimento LGBT.

Al diavolo la compassione e la comprensione cristiana! Smettiamola di ragionare su come sia possibile elaborare un culto “moderno”, tollerante, rispettoso, “socialmente utile” e che possa, al contempo, fare anche da cassa di risonanza per il riconoscimento – o il semplice contraddittorio – della rivendicazione di nuovi ed alternativi diritti umani. Ripristiniamo la secolarizzazione del credo! Applichiamo alla lettera l’Antico Testamento! E magari, dato che ci siamo, rispolveriamo la ruota e ripubblichiamo il Malleus Malleficarum – fra le altre cose, in quanto domenicano, il buon Padre Cavalcoli potrebbe pure esigere l’applicabilità a norma di legge di un copyright su quel testo -!

Dio si è fatto uomo per salvarci dal peccato originale e per permetterci, tramite la concessione del libero arbitrio, di disporre liberamente delle nostre stesse anime. Sia lode all’Altissimo. Onorate l’Essere Supremo. Ma siate soprattutto grati del fatto che Dio, nel farsi uomo, abbia deciso di optare per un eterosessuale. Anche questo è risaputo, dopotutto.

Vi lascio l’articolo dell’Ansa, qualora voleste verificare la veridicità delle citazioni trattate. Ricordati di votare l’articolo, se vuoi, utilizzando il tasto rate this all’inizio del post.

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