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LA NASCITA DELLA SOCIETÀ CIVILE.
Il primo che, cintato un terreno, pensò di affermare, questo è mio, e trovò persone abbastanza ingenue da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quante uccisioni, quante miserie e quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che strappando i paletti e colmando il fossato, avesse gridato ai suoi … Leggi tutto LA NASCITA DELLA SOCIETÀ CIVILE.
I TRE SETACCI DI SOCRATE? FACCIAMO CHIAREZZA!
Partiamo da un presupposto chiaro e assolutamente esaustivo: Socrate non ha scritto niente! Ovvero: non esiste alcun trattato o lascito letterario che sia a lui direttamente riconducibile! Si tratta, quindi, di un filosofo per la comprensione del cui pensiero è del tutto necessario affidarsi a fonti indirette. Ciò che sappiamo di Socrate, tanto della sua filosofia quanto … Leggi tutto I TRE SETACCI DI SOCRATE? FACCIAMO CHIAREZZA!
RICCHEZZA E POVERTÀ.
Da quanto è stato detto risulta evidente che in una nazione libera dove non è permesso tenere schiavi, la ricchezza più sicura consiste in una moltitudine di poveri laboriosi: oltre al fatto che essi costituiscono una riserva inesauribile di uomini per le flotte e gli eserciti, senza di loro non ci sarebbe nessun piacere al … Leggi tutto RICCHEZZA E POVERTÀ.
EPICURO E LA FISICA: LA LETTERA A ERODOTO.
Articolo correlato: EPICURO E L’ETICA: LA LETTERA A MENECEO. Articolo correlato: EPICURO E I FENOMENI NATURALI: LA LETTERA A PITOCLE. Possiamo notare un forte ascendente dell'eleatismo parmenideo nei riguardi delle riflessioni di Epicuro concernenti la Fisica. "Essere" e "non essere" appaiono, infatti, due piani profondamente distinti e separati, il che significa che niente che esiste può originarsi … Leggi tutto EPICURO E LA FISICA: LA LETTERA A ERODOTO.
ALCUNI TRATTI FONDAMENTALI DEL LINGUAGGIO STOICO.
La premessa dalla quale dobbiamo partire è l'individuazione del campo d'interesse gnoseologico. Lo stoicismo, difatti, si palesa essere come un movimento filosofico e spirituale rivolto allo studio e alla comprensione del linguaggio, in primis, e dell'etica, in secundis. Affrontiamo, intanto, la prima argomentazione. Il linguaggio viene diviso tra "retorica" e "dialettica". La retorica è l'arte del "saper … Leggi tutto ALCUNI TRATTI FONDAMENTALI DEL LINGUAGGIO STOICO.
GOFFMAN: PRIMI ACCENNI SUL TEMA DELLA RAPPRESENTAZIONE.
Articolo correlato: GOFFMAN: INTRODUZIONE ALLO STIGMA SOCIALE. Articolo correlato: UN PRIMO APPROCCIO ALLO STIGMATIZZATO. Articolo correlato: GLI STIGMATIZZATI ED I GRUPPI SOCIALI. Articolo correlato: STIGMI E MODELLI DI RIFERIMENTO. Articolo correlato: STIGMA E VISIBILITÀ. Articolo correlato: TRA IDENTITÀ SOCIALE ED IDENTITÀ PERSONALE. Lasciamo, adesso, l'argomentazione inerente lo stigma e volgiamo la nostra attenzione su di un'altra … Leggi tutto GOFFMAN: PRIMI ACCENNI SUL TEMA DELLA RAPPRESENTAZIONE.
EPICURO E I FENOMENI NATURALI: LA LETTERA A PITOCLE.
Articolo correlato: EPICURO E L’ETICA: LA LETTERA A MENECEO. Al fine di comprendere correttamente la posizione assunta da Epicuro nei riguardi dello studio della realtà sensibile, è fondamentale "integrare" il contenuto dell'epistola scritta all'amico - nonché allievo - Pitocle con le riflessioni concernenti la cosiddetta "canonica" epicurea. Ciò da cui è doveroso e necessario partire è sottolineare l'importanza … Leggi tutto EPICURO E I FENOMENI NATURALI: LA LETTERA A PITOCLE.
LA RAPPRESENTAZIONE DELL’IO.
Una scena ben congegnata e rappresentata induce il pubblico ad attribuire un sé ad un personaggio rappresentato, ma ciò che viene attribuito - il sé - è il prodotto di una scena che viene rappresentata e non una sua causa. Il sé, quindi, come personaggio rappresentato non è un qualcosa di organico che abbia una … Leggi tutto LA RAPPRESENTAZIONE DELL’IO.
L’ORGOGLIO DI BELLEROFONTE.
Ipponoo, principe di Corinto, appartiene ad una stirpe maledetta. Maledetta dagli Dei. Maledetta dalla sua stessa natura. Suo nonno Sisifo, infatti, osò ingannare Zeus: da allora trascorre l'eternità a portare sulla cima di un monte una gigantesca roccia, la quale, tutte le volte, non tarda a rotolare nuovamente a valle, obbligando l'uomo a compiere daccapo … Leggi tutto L’ORGOGLIO DI BELLEROFONTE.
VOLTAIRE E L’ANIMA DELL’UOMO: PARTE SECONDA.
Articolo correlato: TRA FILOSOFIA E GIUSTIZIA: UN PHILOSOPHE ENGAGÉ. Articolo correlato: ÉCRASEZ L’INFÂME! Articolo correlato: VOLTAIRE E L’ESPERIENZA GINEVRINA. Articolo correlato: IL DEISMO VOLTERRIANO. Articolo correlato: VOLTAIRE E L’ANIMA DELL’UOMO: PARTE PRIMA. Voltaire esalta la raison. La pone alla base del deismo religioso ma, al contempo, per salvare l'esistenza stessa del credo e le implicazioni socio-politiche che da essa derivano, … Leggi tutto VOLTAIRE E L’ANIMA DELL’UOMO: PARTE SECONDA.
EPICURO E L’ETICA: LA LETTERA A MENECEO.
Non aspetti il giovane a filosofare, né il vecchio di filosofare si stanchi: nessuno è troppo giovane o troppo vecchio per la salute dell'anima. Chi dice che non è ancora giunta l'età di filosofare o che è già trascorsa, è come se dicesse che non è ancora o non è più l'età per essere felici. … Leggi tutto EPICURO E L’ETICA: LA LETTERA A MENECEO.
EMPEDOCLE, ANASSAGORA E DEMOCRITO: LA FILOSOFIA POST-PARMENIDEA.
Il monismo parmenideo si fonda su di una premessa concettuale molto chiara: "essere e pensare sono la stessa cosa". Questo non solo significa che l'attenzione epistemologica debba essere rivolta a Dio - in quanto, per l'appunto, "essere" - e non alla molteplicità ingannevole ed illusoria costituente la realtà sensibile ma, soprattutto, come sia necessario non … Leggi tutto EMPEDOCLE, ANASSAGORA E DEMOCRITO: LA FILOSOFIA POST-PARMENIDEA.