ALCUNE FORME DI IMMAGINI.


Articolo correlato: IMMAGINE POLITICA E SUO DISCERNIMENTO.

Prendiamo in considerazione, adesso, alcune tipologie conosciute di immagini politiche:

  • “stereotipo”: si tratta di un’immagine fortemente e radicalmente “sintetizzata”, in grado di produrre, in modo quasi del tutto automatico, un preciso e ben definito accostamento mentale: ad esempio, Garibaldi→ferita alla gamba. Lo stereotipo è una carattere simbolico dell’immagine; quest’ultime possono assumere, infatti, le funzioni e le vesti di simboli, e venire così “sfruttate” dalla “simbologia politica”. Possono persino divenire dei “simboli di condensazione”: bandiera≡patria. Il grado e l’intensità di un processo di stereotipizzazione dipende dai contesti socio-politici e dal livello di conoscenza politica dei cittadini;
  • “immagine visiva”: essa si costituisce dei distinti tratti visivi del singolo individuo. Tra i più importanti – ed immediati, in ambito di percezione – abbiamo il volto – o, per essere più volgari, la faccia -. Il volto può essere determinante per due motivi. In primis, permette di suscitare (o meno) un “apprezzamento estetico” da parte degli osservatori. In secundis, le espressioni facciali sono fondamentali in riferimento alla comunicazione strincto sensu: se è vero – e lo è – che comunichiamo anche per mezzo del corpo (gesti, movenze, pose, ecc.), allora il viso ricopre un ruolo di assoluto protagonista nei rapporti dialogici; del resto, durante le campagne politiche viene promosso anche un vero e proprio “retaggio”, al fine di trovare candidati “visivamente apprezzabili”;
  • “immagine personale” & “immagine politica”: mentre l’immagine personale rimanda all’immagine visiva (volto, tratti somatici, ecc.), l’immagine politica concerne un “tema politico”. Ovvero, l’immagine stessa si fonda su di un ben definita political issue tale che, osservando il politician, la tematica medesima sorge in tutta quanta la propria profondità. La tematica politica, quindi, è parte costituente l’immagine e l’immagine è legittimata – in toto o quasi del tutto – dalla issue in questione. Un esempio del nostro recente passato potrebbe essere il seguente: Bossi→federalismo. Si parla molto spesso di dicotomia tra issue voter – colui che vota un tema ritenuto essere di assoluta importanza e tale da prevalere su ogni altra questione – e issue voting – in cui l’emissione del voto viene fatta sulla base di una valutazione delle varie tematiche politiche presentate dai candidati -; quando si vota per l’immagine politica di un leader, in genere, si ottiene la commistione tra queste due dinamiche. L’immagine politica, inoltre, tiene ovviamente conto (anche) della collocazione politica del candidato; si parla, molto spesso, di political brand o di mero “posizionamento”. Vi sono anche le dinamiche relative al political re-branding – “riposizionamento” -: basti pensare ad un politico che, a seconda di come decida di porsi nei riguardi di alcune tematiche, promuove per sé stesso una vera e propria “ricollocazione politica”;
  • “immagine performativa”: trattata da Barisone e fondata sul concetto anglosassone di performance. Si apprezza quel politico che dimostra di essere il più “performante” ovvero quello maggiormente destinato a vincere rispetto a tutti gli altri. Questa forma d’immagine avremo modo di analizzarla più a fondo in seguito.

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