LA SAGGEZZA COME RIMEDIO AI MALI DELLA VITA.

Il maestro Kokushi sottolinea la necessità di una profonda corrispondenza tra “virtù” e “saggezza” al fine di condurre una esistenza dedita allo Zen e al satori. La virtù non esercitata saggiamente ma, anzi, viziata dall’ignoranza, rappresenta una triplice avversità per la vita dell’uomo.

Innanzitutto, comportarsi rettamente al fine di sperare e/o addirittura esigere un “qualcosa in cambio” che sia in grado di soppesare lo sforzo posto in essere, è un vero e proprio ostacolo alla Illuminazione. In tal modo, infatti, la mente resta schiava di intenti egoistici e di calcoli profondamente materialistici. Situazioni e dinamiche che impediscono di andare oltre al mero appagamento personale e di cogliere la profonda essenza di quanto compiuto.

In secondo luogo, conseguentemente al primo male, segue l’attaccamento ai beni terreni e alle situazioni piacevoli. In genere si indica tutto ciò con il termine samsara. Divenire schiavi del possesso ed indirizzare ogni attenzione al perseguimento di interessi personali sono intenti da scongiurare, se si desidera percorrere il sentiero che conduce alla Illuminazione.

Infine, il male più profondo. Con l’esaurirsi di suddette situazioni e di suddetti beni, ecco che si originano e si alimentano, all’interno dell’animo dell’uomo, rabbia ed avidità. Esse nascono a seguito di tale privazione e mancanza, testimoniando così quanto viziato dal possesso abbia finito con il diventare, a tutti gli effetti, il nostro spirito.

L’attaccamento, dunque, è tanto negativo per quanto riesce a distoglierci dal Sentiero della Luce quanto per la capacità di viziare il nostro animo con sentimenti che niente hanno a che fare con la vera virtù. Per questo essa deve sempre accompagnarsi alla saggezza.

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“NEGLIGENZA SPIRITUALE” E “PRATICA RELIGIOSA”.

  • Negligenza spirituale:

Si può entrare nella sfera di influenza dei demoni in conseguenza di esperienze ed esercizi spirituali. Il fenomeno può essere paragonato al caso di un guerriero che venga ricompensato per le gesta in battaglia, poi sviluppi un senso esagerato di presunzione in conseguenza di tale ricompensa, e alla fine venga punito per condotta presuntuosa.

Quando una persona si inorgoglisce per le pratiche o le esperienze spirituali, quella persona ricadrà certamente nella sfera di influenza dei demoni. Non è colpa della pratica in sé, ma dell’atteggiamento del praticante. Coloro che intraprendono pratiche spirituali con idee sbagliate o sviluppano opinioni erronee nel corso della pratica e coloro che diventano presuntuosi e si oppongono alle dottrine o ai metodi degli altri entrano in stati d’animo e modi di essere che possono essere definiti “inferno”.

 

  • Pratica religiosa che ostacola l’Illuminazione:

Una scrittura intitolata “Ostacoli all’azione pura” spiega come le pratiche religiose possano in effetti ostacolare la via dell’illuminazione: ciò avviene quando coloro che praticano l’elemosina disprezzano gli egoisti, quando coloro che osservano i precetti morali criticano coloro che non lo fanno, quando coloro che praticano la sopportazione sminuiscono gli impazienti, quando coloro che praticano una diligenza vigorosa guardano dall’alto in basso gli indolenti, quando coloro che praticano la meditazione respingono i distratti e quando coloro che possiedono conoscenza prendono alla leggera gli ignoranti.

Non è che le pratiche in sé siano opera dei demoni, ma l’avidità del praticante trasforma la pratica religiosa in autocompiacimento e in condanna degli altri, il che ostacola il corso dell’illuminazione.

Muso Kokushi

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“ZEN” E “DEMONI”.

  • Il beneficio principale dello Zen:

Il principale beneficio dello Zen, nel contesto dei normali alti e bassi della vita, non sta nell’impedire gli svantaggi e nel favorire i vantaggi ma nell’indirizzare le persone verso la realtà fondamentale che non sottostà all’influenza degli alti e bassi.

 

  • Demoni:

Vi sono vari fenomeni e atteggiamenti mentali che ostacolano la vera comprensione. A causa della loro natura distruttiva, sono chiamati demoni o diavoli.

Fra tali demoni vi sono l’avidità, l’odio, la presunzione, le opinioni dogmatiche, l’assuefazione a stati meditativi, l’orgoglio per la conoscenza, il desiderio di liberazione personale soltanto per amor proprio, la compassione sentimentale, la fretta ansiosa di raggiungere l’illuminazione, l’idolatria per i maestri, il rifiuto dell’insegnamento per aver trovato difetti nel comportamento esteriore dei maestri, l’indulgere alle passioni e l’aver timore delle passioni.

Chiunque voglia realizzare l’illuminazione buddista è obbligato a esaminare la propria mente e il proprio cuore alla ricerca di questi diavoli.

I demoni possono nascere a causa dell’errata applicazione della mente. Possono anche infiammarsi in una mente applicata correttamente in cui stanno per estinguersi, proprio come la fiamma di una candela dà un bagliore subito prima di spegnersi. In ogni caso, non consentire che la mente venga agitata dai demoni, perché questa agitazione perpetua la loro influenza.

Muso Kokushi

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“PREGHIERA” E “PIETÀ”.

  • Risposta alle preghiere:

Il mancato soccorso divino a coloro che diverrebbero presuntuosi, più attaccati, più indulgenti verso le passioni e più spudorati se i loro desideri si realizzassero è in sé un soccorso divino per queste persone. In un’epoca corrotta, quando le preghiere non ottengono risposta, è già questa una risposta.

 

  • Pietà:

La pietà dei grandi santi per la gente comune non è necessariamente dovuta alla miseria della condizione in sé, ma piuttosto al grande potenziale che l’umanità possiede e non utilizza, alla condizione elevata da cui l’umanità è decaduta.

Muso Kokushi

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“CONTAMINAZIONE” E “POTENZIALE”.

  • Contaminazione della virtù:

Fare del bene cercando ricompense è virtù contaminata. Fare del bene senza pensare a ricompense, dedicandolo all’illuminazione, è virtù incontaminata. Contaminazione e non contaminazione si riferiscono allo stato d’animo dell’agente, non all’atto di bene in sé.

 

  • Il tesoro inesauribile del potenziale:

Vi è un vasto potenziale latente negli esseri umani, che rimane nascosto per via delle limitazioni poste alla coscienza dalle preoccupazioni abituali. La raccomandazione di rinunciare a tutti i desideri non significa che il distacco in sé sia un fine; è un mezzo per superare le restrizioni autoimposte e per dischiudere il tesoro inesauribile del potenziale.

Muso Kokushi

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