DAGDA, IL “DIO BUONO” D’IRLANDA.


La tradizione ci presenta Dagda al pari di un potente druido o, più comunemente, alla stregua di un re evemerizzato (divinizzato) dei Tuatha Dé Danann – una delle più famose dinastie reali di tutta Irlanda -. Il suo aspetto e le sue imprese lo pongono, all’interno del pantheon irlandese, al pari di uno Zeus greco o di un Giove romano. Dagda è Eochaid Ollathair, dove ollatahir significa “Padre dell’Universo” o, più semplicemente, “Sommo Padre”, mentre eochaid contiene la radice aed, il che porta molto spesso Dagda ad essere identificato con il Dio Sole AedDagda è, comunque, “Padre degli Dei”. Egli è un “Dio Padre”.

L’arma di Dagda è una gigantesca clava di ferro. Essa è talmente maestosa che il Dio è costretto a trascinarla sopra a delle spesse ruote. Un’estremità di questo gigantesco randello dona la morte ai propri nemici con un solo fendente, mentre l’altra, al contrario, possiede il potere di rendere loro la vita. Tutto ciò sta a significare come Dagda detenga il potere tanto sul trapasso quanto sulla terrena ed effimera esistenza. Egli è, quindi, anche il dominatore dell’aldilà. Qui, all’interno del suo regno fatato (sìdhe), il Bruig Na Bóinne, crescono tre alberi, sempre perennemente in fiore e ricolmi di frutti. Questi frutti, accompagnati ad una abbondante quantità di carne arrostita di maiale che non finisce mai, riempiono il calderone del Dio. Esso è detto “mai asciutto”, poiché, per l’appunto, sempre ricolmo di cibo. Dagda, infatti, è anche il “Dio dell’abbondanza” ed elargisce in continuazione vettovaglie a chi soffre le pene della fame.

Egli è detto anche Ruad Rofhessa, ovvero “il Rosso” o “il Potente”. Dagda è onnisciente e, perciò, “Signore di tutto il sapere”, in special modo dell’occulto e della magia. Anche in questo consiste la somiglianza con Aed che, in quanto Dio Sole, tutto vede e tutto domina – anche se il dominio di Dagda si estende persino sullo scibile umano, arti comprese -. È un potente mago, un sommo druido e, persino, un poeta ai cui versi è impossibile resistere. Il suo essere “il Dio Buono” è, quindi, da intendersi non tanto in un senso meramente morale quanto, per lo più, tecnico e funzionale – “buono”, quindi, nel senso di “bravo a”, “capace di” et similia -.

Dagda è, inoltre, un abilissimo musicista. Impugnando la propria arpa, il Dio è capace di suonare melodie tristi, solenni o gioiose e d’intrattenere i mortali durante le feste delle stagioni. Per questa ragione, Egli è anche il “Signore del Tempo” e responsabile della sua successione e del suo scandire. In questo modo, il suo dominio si estende anche sui raccolti e sulle messi, avendo Egli potere sulle condizioni atmosferiche e sul clima.

Il Dio possiede, al pari di ZeusGiove, un irrefrenabile ed insaziabile appetito sessuale. Egli seduce tanto le dee quanto i comuni mortali – siano essi uomini che donne -. Il suo grande amore è la Dea celtica della Morte e della Distruzione, Morrigan. Dalla loro unione prende vita Angus, Dio della Giovinezza e dell’Amore che, al fianco del Padre, combatte contro i Fomoriani, una mitica razza di demoni giganteschi e deformi, antichi abitanti d’Irlanda.

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