LA CORRENTE DI COSCIENZA HUSSERLIANA.


Articolo correlato: INTRODUZIONE AD HUSSERL: “IO” E “CORPO”.

Articolo correlato: DALL’EGO ALL’ALTER EGO.

Articolo correlato: DATITÀ FISICA E DATITÀ PSICOLOGICA.

Articolo correlato: OLTRE L’ATTEGGIAMENTO NATURALE.

Articolo correlato: I VISSUTI HUSSERLIANI.

Articolo correlato: LA RIDUZIONE FENOMENOLOGICA.

Articolo correlato: INGANNO FENOMENOLOGICO.

Articolo correlato: IMMANENZA E TRASCENDENZA IN HUSSERL.

Articolo correlato: LA DOPPIA RIDUZIONE DELLA FENOMENOLOGIA.

Come possiamo definire la corrente di coscienza husserliana? Come spiegare la non legalità tra gli atti fenomenologici ma, al contempo, giustificare le connessione tra le esperienze e tra le manifestazioni delle stesse? Perché, per l’appunto, si tratta di una sottigliezza concettuale di non poco conto, per quanto concerne la fenomenologia di Husserl.

Ipotizziamo che la mia coscienza percettiva accolga due esperienze. Esse inevitabilmente si combineranno nell’unicità di un’esperienza con un unico riferimento spazio-temporale. Questo è quanto affermiamo in riferimento all’esperienza generale. Ma quella fenomenologica, sostiene Husserl, non differisce sotto questo punto di vista. Le connessioni tra le esperienze e tra le manifestazioni delle stesse permettono di ricondurre ad un’unica coscienza percettiva – cioè l’io percipiente – tutte le varie cogitationes esperite. Il che significa, d’altra parte, che esiste quindi una corrente che raggruppa, dentro sé stessa, la molteplicità delle medesime. La sottigliezza concettuale risiede in questa dinamica: l’esistenza delle connessioni non è finalizzata alla formulazione di particolari legalità – altrimenti la riduzione fenomenologica verrebbe meno -. Né, tanto meno, alla individuazione di assoluti concettuali. Serve solo e soltanto per ribadire come ad un singolo io possano essere rivolte più cogitationes, le quali, quindi, finiscono inevitabilmente con l’appartenere ad una specifica corrente di coscienza. Questa è la premessa su cui poi, come abbiamo visto, Husserl sviluppa le sue tesi in seno all’intersoggettività.

E sia ben chiaro che la riduzione fenomenologica non intacca e non viene intaccata da una tale consapevolezza epistemologica:

Se prendo dunque le mosse da una qualunque delle mie esperienze psicologiche, interne o esterne, e compio a loro riguardo la riduzione fenomenologica, allora i dati fenomenologici che ne risultano, con tutte le loro connessioni, appartengono integralmente a un’unica corrente di coscienza, a un unico io fenomenologico.

 Ricordati di votare l’articolo, se vuoi, utilizzando il tasto rate this all’inizio del post.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...